Concerto di Natale 2025


18 dicembre 2025, ore 21 – Cattedrale di S. Pietro, Via Indipendenza 7 – Bologna
Coro e Orchestra del Collegium Musicum Almae Matris
Anna Maria Sarra soprano
Enrico Lombardi, Alissia Venier direttori
PROGRAMMA
F. von Suppé – Ouverture Ein Morgen, ein Mittag und ein Abend in Wien
J. Brahms – Danze Ungheresi n. 1 – 11 – 14 -5 – 6
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F. Mendelssohn Bartholdy – Salmo 42. Wie der Hirsch schreit nach frischem Wasser
Canti della tradizione natalizia (elaborazioni e orchestrazioni di Enrico Lombardi)
M. Leontovych – Carol of the bells
Anonimo – Veni, veni Emmanuel
K. Kennicot Davis – The little drummer boy
Anonimo – Les anges dans nos campagnes
Note al programma a cura di Marta Ciminieri
Ritorna il tradizionale e tanto atteso appuntamento natalizio del Collegium Musicum Almae Matris, quest’anno in luogo d’eccezione: la Cattedrale di San Pietro. Il Coro e l’Orchestra al completo, condotti dai direttori Alissia Venier e Enrico Lombardi, hanno preparato un repertorio all’insegna del pieno Romanticismo di area germanica per augurare a tutti gli affezionati ascoltatori buone feste.
Riuscire ad assicurarsi l’ingresso come compositore e musicista all’interno dell’esclusivo Olimpo dove viene conservata la memoria storica è una strada complessa e che non dipende totalmente dall’impegno o dalla volontà del singolo. Che la causa sia il talento o la fortuna, non tutti i compositori del passato hanno ancora oggi il privilegio di raccontarci la loro versione della musica del loro tempo. Tuttavia, ciò non significa che essi non abbiano dato un importante contributo a tessere il tappeto artistico e culturale della loro società.
È il caso di Franz von Suppé, il cui nome passa per lo più inosservato ai nostri contemporanei, sebbene fosse tra i compositori più apprezzati della sua generazione. Originario della regione dalmata dell’Impero Austro-Ungarico, Suppé compie buona parte dei suoi studi in Italia. Tuttavia, riuscirà a fare della musica un lavoro solamente dopo essersi trasferito a Vienna, ma soprattutto dopo la morte del padre, che si opponeva fermamente alla carriera artistica per il figlio.
L’Ouverture con cui il Collegium Musicum sceglie di omaggiarlo e che apre il concerto si intitola Ein Morgen, ein Mittag und ein Abend in Wien. Composta nel 1844, è tra i pochi lavori di questo compositore ancora eseguiti, ma solo una tra le centinaia di composizioni che produsse mentre si trovava a servizio del Theater in der Josefstadt di Vienna. L’ascoltatore potrà sentire l’inconfondibile trionfalità dello stile viennese nei momenti d’insieme, unita alla melodia lirica tipica dello stile italiano, che emerge, ad esempio, nel lungo solo per violoncello.
Ben diverso è il caso di Johannes Brahms, il cui nome fu presto conosciuto e rimane tutt’ora intramontato. Fin dagli anni della sua formazione ad Amburgo, ha potuto coltivare il suo profondo talento e dare sfogo alla sua personalità eclettica e geniale. Molto vicino alla famiglia Schumann, Brahms ha potuto sempre stare a stretto contatto con l’ambiente artistico europeo e avere accesso alle nuove sperimentazioni in ambito musicale. La ricerca fu sempre una priorità per il compositore sassone, che riusciva a trovare ispirazione in molti luoghi. Fin dalla sua prima maturità artistica, lo studio di altri patrimoni folkloristici, oltre che al repertorio dei suoi grandi predecessori, nello specifico di Beethoven, Schubert e Bach, concorreranno a pari livello allo sviluppo del suo stile inconfondibile.
Le due raccolte di Danze ungheresi, di cui ascolteremo una selezione, sono uno degli esempi più lampanti di questa commistione di generi in un nuovo prodotto musicale. L’ascoltatore non tarderà a riconoscere le melodie di alcune delle Danze più celebri, che risalgono al periodo della maturità artistica e alla vetta della carriera del compositore, quando il filo della sua storia lo conduce alla Vienna di Suppé.
Non solo di Brahms fu la spinta verso la ricerca e la sperimentazione di nuovi linguaggi, al contrario ciò configura un tratto fondamentale del movimento Romantico. Oltre a guardare verso il futuro, gli artisti romantici aprono una strada al recupero di un passato perduto. Tra le figure pioniere che guideranno la riscoperta di Bach e delle tradizioni musicali dimenticate, un nome spicca fra gli altri, ed è quello di Felix Mendelssohn Bartholdy.
Avremo il piacere di ascoltare la sua interpretazione del salmo biblico 42 nella sua traduzione luterana Wie der Hirsch schreit. Il salmo tratta le tematiche della lamentazione, dell’esilio e della ricerca disperata di Dio, ma anche della speranza di un ricongiungimento dell’anima, attraverso un dialogo tra il coro e la voce solista, in questa occasione il soprano Anna Maria Sarra.
Mendelssohn era entrato in contatto con la tradizione rinascimentale e barocca italiana durante il suo Gran Tour in Italia e ne ha chiaramente fatto tesoro serbandone gelosamente gli insegnamenti e riuscendo a rielaborarli in chiave totalmente nuova. A testimoniare ciò è rilevante la somiglianza dell’incipit con la versione del Sicut Cervus di Giovanni Pierluigi da Palestrina, che riesce ad aprire una finestra di comunicazione tra un maestro del Cinquecento italiano e uno dell’Ottocento tedesco.
A chiudere il concerto il Coro eseguirà la versione originale di Carol of the Bells. Inoltre, si ascolterà una selezione di brani natalizi elaborati ed orchestrati appositamente per il Coro e l’Orchestra del Collegium Musicum da Enrico Lombardi: Veni, veni Emmanuel, The Little Drummer Boy e Les anges dans nos campagnes.
Ingresso libero.

